IL GATTO CON GLI STIVALI

Trama

La storia racconta che un vecchio povero mugnaio lasciò in eredità al primo figlio un mulino, al secondo un asino e al più piccolo un gatto. Quest’ultimo era triste non sapendo che farsene del gatto per il fatto di essere molto povero, ma il gatto gli disse: “Fidati di me, portami un cappello, un paio di stivali e un sacco e farò di te un uomo ricco”. Il giovane, che tanto non aveva nulla da perdere, si procurò il necessario. Il gatto, indossati gli stivali e il cappello, andò nel bosco, catturò della selvaggina e la portò al re, dicendo che fosse un dono del suo padrone, che era il marchese di Carabas. Il gatto continuò a portare i doni al re finché un giorno udì di una passeggiata del re con la figlia, così corse dal suo padrone e gli disse di spogliarsi e buttarsi nel fiume. Quando la carrozza del re passò di lì, il gatto iniziò a gridare dicendo che il marchese di Carabas era stato derubato e aveva bisogno di aiuto. Il re, ricordandosi di tutti i doni ricevuti, fece fermare la carrozza per aiutare il marchese. Il gatto con gli stivali costrinse i contadini a rispondere al re che i terreni su cui stavano lavorando appartenevano proprio al marchese di Carabas. Poi corse nel palazzo di un orco, che si diceva fosse in grado di trasformarsi in qualsiasi animale. Traendolo in inganno il gatto lo convinse a trasformarsi prima in un leone e poi in un topo e a quel punto lo divorò: così si impossessò delle sue ricchezze che donò al suo padrone che sposò la figlia del re e divenne ricco. Di tanto in tanto il gatto dava la caccia ai topi, ma lo faceva soltanto per divertimento.

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